Cinema Evento - cineteatrolux

Vai ai contenuti

Menu principale:

Cinema
 



LUNEDI' 17 DICEMBRE ORE 21.00


WONDERFUL LOSERS, A DIFFERENT WORLD
prenotazioni su Movieday

GENERE: Documentario
REGIAArunas Matelis
PAESE: Lituania, Italia, Svizzera, Belgio
DURATA: 71 Min
DISTRIBUZIONE: Stefilm, Movieday

TRAMA:
Per molti di noi quei ciclisti che non vincono e che non compaiono mai in televisione e sulle prime pagine dei giornali sono semplicemente dei perdenti. Sono i gregari, i “portatori d’acqua", i Sancho Panza del ciclismo professionistico. Wonderful Losers racconta la loro volontà smisurata, la loro devozione e la capacità di sopportare la fatica e il dolore per continuare la gara ad ogni costo e dare il personale contributo alla vittoria finale del loro capitano. Se cadono si rialzano e fanno di tutto per continuare la corsa: alzare bandiera bianca non è ammesso. In Wonderful Losers i nostri eroi non sono soli: il team dei medici, stipato in una piccola e claustrofobica automobile, accorre per prestare le prime cure, si lancia sull'asfalto a soccorrere chi è caduto o medica i feriti che, senza fermarsi, si agganciano ai finestrini dell'auto. Il lavoro dei medici ricorda quello di una guerra: sono sulla “linea di fuoco”, dove il ritiro non è un'opzione. I 21 giorni del Giro d'Italia sono il perfetto scenario per l'odissea dei gregari e dei loro angeli custodi, i medici di corsa.
Otto anni di lavoro in cui ha dovuto affrontare condizioni talora proibitive. Il lituano Arunas Matelis ha infatti scelto un'impresa tutt'altro che semplice: misurarsi con uno sport che richiede spirito di sacrificio e dedizione alla causa come nessun altro. L'ultima autorizzazione a girare un documentario sul Giro d'Italia risale al 1973 di Stars and Watercarriers di Jorgen Leth. 40 anni fa. Ma per Matelis non si tratta semplicemente di un documentario sul Giro d'Italia. Non si parla di campioni in lotta tra di loro, di maglie rosa o ciclamino, né del doping che da decenni affligge le competizioni più prestigiose. Il punto di vista scelto da Matelis è quello di chi costituisce l'ossatura dello sport stesso: i gregari.
Portatori di borracce, agnelli sacrificali destinati a far da battistrada per mettere il campione in scia e a interpretare il cosiddetto "gioco di squadra".
Nessuno ne canterà le lodi e a nessuno di loro toccherà il bacio della Miss al traguardo - tanto che, in una esilarante sequenza, un gregario va a prenderselo da sé il bacio di una spettatrice bionda - ma è qui che si può toccare concretamente la materia di cui è fatto il ciclismo su strada. In Wonderful Losers i suoni e i rumori provengono dal basso, in continuazione, come dei disturbi radio in sottofondo. A contare è ciò che avviene sulla strada, in genere nascosto dalle telecronache, ai margini del ciclismo che conta.
E a emergere, nelle interviste a vari gregari italiani, è la matrice proletaria e contadina che contraddistingue il più umile tra gli sport competitivi. Un tratto quest'ultimo che spinge più di ogni altro l'appassionato ad amare e seguire il ciclismo su strada. Uno sport spesso sgradevole per tutti e cinque i sensi, fatto di fango e sudore, poco adatto ai merletti di chi ama pavoneggiarsi con la narrazione sportiva. Una faccenda di sputi, urla, cadute rovinose e soste collettive per fare la pipì en plein air, sotto gli occhi di chiunque passi di lì. Wonderful Losers non risparmia niente di tutto questo, anzi lo sottolinea. Perché il ciclismo appartiene a loro, a questi perdenti meravigliosi, che valgono mille Lance Armstrong.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu